Questo argomento – la solidità (dunque stabilità) delle convinzioni si lega ad un ulteriore argomento a favore della partecipazione (sempre dal punto di vista “funzionale”). Oggi si sperimenta sempre più una distanza dei cittadini dalla politica (molto bello il libro di Gerry Stoker, Why politics matters, Palgrave Macmillan, 2006), che non vuol dire affatto che l'atteggiamento prevalente sia di disincanto o di disgusto per la politica. Vuol dire anche, spesso, incapacità di comprendere la politica come sfera specializzata nel prendere decisioni per tutta la società, con i vincoli che le sono propri: prendere decisioni, spesso impegnative, garantendosi comunque un consenso sufficientemente ampio. Vuol dire incapacità di comprendere appieno il "lavoro" degli amministratori locali. Ampliare la partecipazione vuol dire allora rendere consapevoli un numero più ampio di cittadini del difficile lavoro della politica oggi, della difficoltà del compito di amministrare – e sperabilmente di bene amministrare – anche una medio-piccola realtà come Vignola. Meno il sistema politico si chiude in se stesso, più interagisce con i cittadini, più questa interazione contribuisce a formare cittadini consapevoli delle potenzialità (ed anche dei limiti) della politica.Questo è dunque il tema: esistono forme efficaci di partecipazione, ovvero forme che possono aiutare l'amministrazione a prendere le giuste decisioni? La risposta non è banale, per diverse ragioni. Se ci guardiamo intorno, infatti, vediamo che molto spesso le forme più vitali di partecipazione sono quelle che si oppongono alle decisioni dell'ente locale (od all'inerzia dell'ente locale, come storicamente avvenuto sul tema della sicurezza). E' la partecipazione dei comitati di cittadini. Che però è una partecipazione reattiva. Può invece un'amministrazione locale costruire dei percorsi di partecipazione già integrati nei propri processi decisionali? E dunque che non reagiscano semplicemente a decisioni prese (o non prese)? Tra le diverse sperimentazioni, quella dell'Istruttoria pubblica (un percorso di coinvolgimento delle realtà associative locali nelle decisione dell'ente locale) mi è parsa particolarmente interessante, proprio perché integra la partecipazione di cittadini "competenti" e portatori di interessi collettivi nel processo decisionale. Per questo il gruppo consiliare DS, assieme agli altri gruppi consiliari di maggioranza, ha organizato il 12 novembre scorso un seminario sul tema dell'istruttoria pubblica e della democrazia deliberativa (con Vanna Minardi, già Vicesegretario generale e Direttore del settore Staff del Consiglio Comunale di Bologna e con Lorenzo Mosca, ricercatore all'Istituto Universitario Europeo di Fiesole). Chi è interessato agli atti può richiederli al mio indirizzo e-mail (andrea.paltrinieri@terredicastelli.it). Nel frattempo,nel Consiglio Comunale del 30 novembre scorso, abbiamo presentato ed approvato un ordine del giorno che impegna il Consiglio stesso a modificare lo Statuto Comunale introducendo, per l'appunto, l'istruttoria pubblica come strumento di partecipazione. E' solo un passo verso un governo "più partecipato" dell'ente locale. Ma intanto è un passo in avanti ...
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