PS. Segnalo che proprio come gruppo consiliare DS abbiamo sollecitato l'amministrazione comunale a potenziare l'offerta per l'Asilo Nido, cosa che effettivamente è avvenuta a settembre 2007. Una maggiore dotazione di risorse, per 70.000 euro, ha infatti consentito di aumentare i posti disponibili nei tre asili nido vignolesi e di accogliere larga parte di coloro che erano risultati in lista d'attesa al momento delle iscrizioni. Proprio su questo impegno per i servizi per l'infanzia gli enti locali non vanno lasciati soli: occorrono risorse statali per coprire in parte i costi di gestione. Oggi un bambino all'asilo nido costa circa 7.000 euro all'anno, di cui 2.000 sono (mediamente) pagati dalla famiglia. E il resto? A carico del bilancio comunale.
lunedì 31 dicembre 2007
Cosa significa "difendere" la famiglia?
PS. Segnalo che proprio come gruppo consiliare DS abbiamo sollecitato l'amministrazione comunale a potenziare l'offerta per l'Asilo Nido, cosa che effettivamente è avvenuta a settembre 2007. Una maggiore dotazione di risorse, per 70.000 euro, ha infatti consentito di aumentare i posti disponibili nei tre asili nido vignolesi e di accogliere larga parte di coloro che erano risultati in lista d'attesa al momento delle iscrizioni. Proprio su questo impegno per i servizi per l'infanzia gli enti locali non vanno lasciati soli: occorrono risorse statali per coprire in parte i costi di gestione. Oggi un bambino all'asilo nido costa circa 7.000 euro all'anno, di cui 2.000 sono (mediamente) pagati dalla famiglia. E il resto? A carico del bilancio comunale.
venerdì 28 dicembre 2007
Più partecipazione dei cittadini al governo locale
Questo argomento – la solidità (dunque stabilità) delle convinzioni si lega ad un ulteriore argomento a favore della partecipazione (sempre dal punto di vista “funzionale”). Oggi si sperimenta sempre più una distanza dei cittadini dalla politica (molto bello il libro di Gerry Stoker, Why politics matters, Palgrave Macmillan, 2006), che non vuol dire affatto che l'atteggiamento prevalente sia di disincanto o di disgusto per la politica. Vuol dire anche, spesso, incapacità di comprendere la politica come sfera specializzata nel prendere decisioni per tutta la società, con i vincoli che le sono propri: prendere decisioni, spesso impegnative, garantendosi comunque un consenso sufficientemente ampio. Vuol dire incapacità di comprendere appieno il "lavoro" degli amministratori locali. Ampliare la partecipazione vuol dire allora rendere consapevoli un numero più ampio di cittadini del difficile lavoro della politica oggi, della difficoltà del compito di amministrare – e sperabilmente di bene amministrare – anche una medio-piccola realtà come Vignola. Meno il sistema politico si chiude in se stesso, più interagisce con i cittadini, più questa interazione contribuisce a formare cittadini consapevoli delle potenzialità (ed anche dei limiti) della politica.Questo è dunque il tema: esistono forme efficaci di partecipazione, ovvero forme che possono aiutare l'amministrazione a prendere le giuste decisioni? La risposta non è banale, per diverse ragioni. Se ci guardiamo intorno, infatti, vediamo che molto spesso le forme più vitali di partecipazione sono quelle che si oppongono alle decisioni dell'ente locale (od all'inerzia dell'ente locale, come storicamente avvenuto sul tema della sicurezza). E' la partecipazione dei comitati di cittadini. Che però è una partecipazione reattiva. Può invece un'amministrazione locale costruire dei percorsi di partecipazione già integrati nei propri processi decisionali? E dunque che non reagiscano semplicemente a decisioni prese (o non prese)? Tra le diverse sperimentazioni, quella dell'Istruttoria pubblica (un percorso di coinvolgimento delle realtà associative locali nelle decisione dell'ente locale) mi è parsa particolarmente interessante, proprio perché integra la partecipazione di cittadini "competenti" e portatori di interessi collettivi nel processo decisionale. Per questo il gruppo consiliare DS, assieme agli altri gruppi consiliari di maggioranza, ha organizato il 12 novembre scorso un seminario sul tema dell'istruttoria pubblica e della democrazia deliberativa (con Vanna Minardi, già Vicesegretario generale e Direttore del settore Staff del Consiglio Comunale di Bologna e con Lorenzo Mosca, ricercatore all'Istituto Universitario Europeo di Fiesole). Chi è interessato agli atti può richiederli al mio indirizzo e-mail (andrea.paltrinieri@terredicastelli.it). Nel frattempo,nel Consiglio Comunale del 30 novembre scorso, abbiamo presentato ed approvato un ordine del giorno che impegna il Consiglio stesso a modificare lo Statuto Comunale introducendo, per l'appunto, l'istruttoria pubblica come strumento di partecipazione. E' solo un passo verso un governo "più partecipato" dell'ente locale. Ma intanto è un passo in avanti ...
venerdì 21 dicembre 2007
Come fare politica nella società della conoscenza
martedì 18 dicembre 2007
Governance socio-sanitaria: alla ricerca di buoni argomenti
Dove stanno dunque le due diverse visioni? Non relativamente al fronte tra Ufficio di Piano e "sanitario" (i servizi dell'ASL), bensì su quello tra Ufficio di Piano e "sociale", dove "sociale", in questo distretto, sta essenzialmente per i servizi sociali confluiti nell'ASP (Azienda di Servizi Pubblica) G.Gasparini (ex-Coiss). La questione su cui si è accesa la discussione era la seguente: la costituzione dell'Ufficio di Piano (ufficio dell'Unione Terre di Castelli) deve anche servire per riportare alcune attività oggi gestite dall'ASP sotto l'Ufficio di Piano (e dunque sotto i Comuni), sottraendole all'ASP? Oppure occorre fare il possibile per valorizzare la presenza dell'ASP su questo territorio (un'esperienza praticamente unica in regione e che, anche per questo, ci è profondamente "invidiata")? Attenzione! L'ASP è un'azienda dei 9 comuni del distretto. Raccoglie l'eredità preziosa di una gestione associata di larga parte dei servizi sociali iniziata dal Coiss nel 1997. La discussione è stata questa. Per intenderci: il servizio di segreteria che accoglie ed accompagna l'anziano e la sua famiglia nell'accedere alla rete integrata dei servizi (assistenza domiciliare, centro diurno, casa protetta, ecc.) dove deve stare? Sotto l'Ufficio di Piano (Unione) o sotto l'ASP? E, guardando un po' avanti, la gestione dell'emergenza abitativa, del fondo per l'affitto e l'interfaccia con ACER per l'Edilizia Residenziale Pubblica, debbono stare sotto l'Ufficio di Piano o debbono essere portate nell'ASP? Si tratta di domande a cui non è facile rispondere, anche perché hanno evidenti implicazioni tecniche ed organizzative. Al fondo sta la domanda generale: qual é la migliore architettura organizzativa dei servizi sociali e socio-sanitari nel nostro distretto? E' importante cogliere la rilevanza di tale questione perché se vogliamo - e lo vogliamo - migliorare la performance dei nostri servizi sociali dobbiamo fornire loro il migliore assetto organizzativo (oltre a professionisti competenti). Questa è la posta in gioco di questa decisione (e discussione). Peccato che alcuni argomenti usati nel dibattito siano un po' naif. Ne cito uno solo. Non si può usare l'argomento di un supposto "conflitto di interessi" che affliggerebbe l'ASP in quanto contemporaneamente fungerebbe da "committente" (es. le assistenti sociali che definiscono il piano di intervento sul caso) e da "produttore di servizi" (es. gli altri operatori che intervengono sul caso). Questa è una lettura distorta che porta a dividere dei processi che hanno invece il loro punto di forza nell'essere unitari, ovvero nell'essere interni ad una sola organizzazione (l'ASP). Non si migliora di certo l'efficienza se alcune delle figure professionali coinvolte le si portano fuori dall'ASP, enfatizzando la loro funzione di committenti e "controllori" sull'operato dei "produttori del servizio". In ogni caso questa è ad oggi la mia opinione. Quella discussione che non è stato possibile fare appieno a causa dei tempi strettissimi di approvazione della delibera dovrà essere recuperata nel 2008. Forse potranno emergere argomenti convincenti che magari mi faranno cambiare opinione. Per questo è importante, ancor più in questa impegnativa decisione, andare alla ricerca di buoni argomenti! Ne va della qualità dei servizi sociali del nostro territorio!
martedì 11 dicembre 2007
Vignola: identità e trasformazioni
lunedì 10 dicembre 2007
E' tempo di fare un bilancio!

venerdì 7 dicembre 2007
Masterplan del verde pubblico
lunedì 26 novembre 2007
In giro per la città: camminate di quartiere 2005
venerdì 23 novembre 2007
E i fatti?
Da assessore ho promosso e portato a termine diversi progetti. Ne ricordo alcuni:
- il Centro diurno per anziani (presso la Casa Protetta di via Resistenza), specializzato anche per l'accoglienza di persone affette da demenza senile;
- il nuovo asilo nido “Cappuccetto Rosso” a Brodano: il terzo Asilo Nido di Vignola che ha consentito di far crescere l'offerta di 63 posti (nella foto una fase della costruzione del tetto in legno). Io però avrei preferito un nome meno tradizionale, tipo “Kamillo Kromo” (il camaleonte di Altan), anche per la particolarità della struttura (originale architettura in bioedilizia);
- il centro giovani Meltin’ Pot all’autostazione;
- il Centro servizi per i cittadini stranieri (prima intercomunale, ora dell'Unione Terre di Castelli);
- il Centro per le famiglie dell'Unione Terre di Castelli;
- il Centro Territoriale Permanente per l’educazione degli adulti (circa 600 cittadini stranieri ogni anno frequentano i corsi per imparare la lingua italiana ed ottenere la licenza media!);
- il progetto “l’esperienza dell’altro” con il filmato “Racconto straniero” (per la regia di Daria Menozzi);
- la ristrutturazione delle scuole dell’infanzia ed elementari vignolesi (e l’acquisto, finalmente, dei nuovi arredi!);
- l’acquisto di Mulino di Tavernelle per la realizzazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica e di un luogo di aggregazione per associazioni, gruppi e famiglie (attualmente è ancora in corso la progettazione);
- l’ampliamento degli orti per gli anziani.
Da consigliere comunale (2004-2007)
Sono autore di 26 ordini del giorno o mozioni (uno dei modi in cui si esercita la funzione di indirizzo del consiglio comunale) su diversi temi: dalla promozione del commercio equo e solidale alla celebrazione delle festività civili, dalla riorganizzazione dell’assistenza sociale con la costituzione della nuova Azienda di Servizi alla Persona alle politiche culturali dispiegate in modo coordinato e con percorsi partecipati a livello d’Unione (i Piani di Zona per la Cultura!), dall’adeguamento dell’organico nelle scuole dell’infanzia statali di Vignola ai “buoni casa”, ai nuovi "istituti" di partecipazione come l'istruttoria pubblica. Sono anche autore di 45 interrogazioni al Sindaco ed agli assessori (l'ultima sulla situazione di degrado dell'autostazione), a riprova del fatto che anche la funzione di controllo e di valutazione delle politiche dell’amministrazione (oltre alla funzione di indirizzo) è di primaria importanza per i partiti di maggioranza che siedono in consiglio.
Da consigliere ho promosso la costituzione del Forum per i cittadini stranieri dell’Unione Terre di Castelli (primo firmatario dell’emendamento al Bilancio di previsione 2005), il potenziamento dei servizi per l’infanzia, l’incremento delle risorse per le associazioni di volontariato, la riqualificazione del verde pubblico (ce n’è ancora da fare!), la riorganizzazione dei “servizi sociali” del Distretto con la costituzione dell’ASP “G.Gasparini”, oltre a non aver mai fatto mancare il mio contributo sugli atti più importanti dell’amministrazione (bilancio, regolamenti, programmi degli investimenti, ecc.).
Chi sono?
Mi sono laureato in Scienze Politiche all’Università di Bologna nel 1987. Ho quindi svolto il dottorato di ricerca in sociologia all’Università di Parma e, per diversi anni, attività di ricerca sociologica e di analisi organizzativa. Dal 2000 sono dirigente responsabile dell’Ufficio Marketing Sociale degli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna. Ho realizzato circa 30 pubblicazioni, tra saggi e libri, l’ultimo dei quali è Le associazioni di malati nel web, Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 2005. Nel 1995 sono stato eletto in consiglio comunale nel PDS. Dal 1997 al 2004 sono stato assessore alle politiche sociali ed anche (a partire dal 1999) alla pubblica istruzione ed alle politiche abitative. Dal giugno 2004 sono capogruppo dei Democratici di Sinistra in consiglio comunale. Sono anche componente del Comitato Consultivo Misto del Distretto sanitario di Vignola. Insomma, partecipazione e democrazia locale sono la mia “passione” (in entrambe i sensi!). Tutto ciò da far convivere con la vita famigliare: una moglie e tre figli!
PS. Mi ha profondamente colpito il testo inciso sul monumento ai combattenti volontari del risorgimento che sta a Scarlino, un paesino della provincia di Grosseto:
Figli di popolo non chiesero premio
Apparvero nell’ora del pericolo
Si ritrassero in quella del trionfo
Vivranno finché riconoscenza di animi liberi non sia vana parola
In questa retorica sul risorgimento popolare c’è una profonda intuizione sulle “energie morali” presenti in questo paese, sia allora che oggi. E’ in questo senso che ho cercato in questi anni di interpretare il mio impegno politico.